I trend per la smart home dei prossimi anni: più intelligente e più sicura

Come evolverà la smart home nei prossimi anni? Alcuni ricercatori hanno provato a rispondere.

La smart home è la declinazione domestica di un'idea molto più ampia, quella della Internet of Things, o IoT come ormai la chiamano quasi tutti. Una cosa è certa: negli ultimi anni i dispositivi connessi di varia natura non ci stupiscono più, al punto che anche un semplice appassionato di tecnologia non si meraviglia, per esempio, davanti a lampadine intelligenti o a termostati in grado di imparare le nostre abitudini.

Il vero scopo della Smart Home

Quello che a volte presi dall'entusiasmo rischiamo di perdere di vista è il vero scopo della Smart Home. Che non è quello di regalarci nuovi giocattoli con cui sbizzarrirci (o per lo meno, non per tutti), ma quello di rendere le nostre abitazioni più confortevoli, più sicure, più economiche e anche, se possibile più divertenti. Allo stato attuale delle cose alcuni di questi obiettivi sono praticamente già raggiunti, soprattutto quelli che riguardano il comfort e il tempo libero. Su altri c'è ancora da lavorare e sono proprio questi che costituiranno la sfida per il futuro prossimo

Una cosa è sicura: il trend della Smart home è in crescita

termostato smart

Al di là delle semplici riflessioni sui possibili prodotti e servizi che potrebbero rivoluzionare il mercato nei prossimi anni, una cosa è sicura: molte ricerche, per esempio quella di Marketwatch, confermano che il mercato è destinato a crescere nei prossimi anni, passando dai 55 miliardi di dollari del 2016 a 174 miliardi di dollari nel 2025, secondo le stime. Questo significa, semplicemente, che sentiremo sempre più parlare di smart home e soprattutto che l'offerta di accessori, funzioni e servizi sarà sempre più ampia.

La sicurezza della Smart home migliorerà

Si tratta di un trend che è già iniziato e rappresenta alla perfezione il passaggio generazionale fra il vecchio modo di intendere l'automazione casalinga e il nuovo modo di intendere la Smart Home. La sicurezza dei nostri dispositivi non è mai stata considerata particolarmente cruciale, fino a quando questi non erano connessi. Ma con l'avvento dei controlli remoti e delle dashboard via Internet, non è più possibile pensare di lasciare le password di default o quelle automatiche nei dispositivi, per esempio.

Al momento lo strumento di sicurezza principe è l'autenticazione a due fattori, che molti produttori hanno implementato o stanno attuando. Quello che possiamo aspettarci è una maggiore attenzione, anche dai produttori, ai problemi di sicurezza, con aggiornamenti firmware più frequenti e procedure di primo accesso più sicure. 

Aspettiamoci un incremento della standardizzazione

Per chi sta pensando di iniziare con la smart home, o per chi vuole integrare quello che ha già fatto, uno dei principali grattacapi è la vasta offerta di piattaforme e standard. Questo crea complicazioni a vari livelli. Per i produttori indipendenti che, a oggi, devono garantire che i loro dispositivi siano compatibili almeno con i quattro provider principali (Google, Amazon, Apple e Samsung). 

Ma anche per gli utenti, che rischiano di rimanere bloccati all'interno del walled garden di uno di questi produttori.

Essere costretti a verificare ogni volta che il nuovo dispositivo che vogliamo aggiungere sia compatibile con la nostra smart home è senza dubbio un fastidio, che scoraggia soprattutto chi non ha moltissima propensione per la tecnologia. Al momento ci sono solo piani, ma è plausibile che a breve i principali produttori creino un set di standard universale, che superi l'attuale situazione di confusione. 

La casa intelligente diventerà ancora più intelligente

Ci sono almeno due fatti a favore di questa previsione. Il primo è l'aumento dell'efficienza di quella che viene impropriamente chiamata intelligenza artificiale ma che in realtà è machine learning. La sostanza è che i diversi assistenti diventeranno sempre migliori nel recepire le nostre abitudini e le nostre necessità, e di proporci di conseguenza adattamenti e soluzioni più economiche o più vantaggiose. Un assaggio di questo possiamo già averlo con alcune funzioni degli assistenti vocali, ma possiamo aspettarci che queste aumentino in futuro, man mano che i dispositivi IoT aumenteranno nelle nostre case. Un aspetto interessante è che in teoria non saranno nemmeno necessari upgrade ai dispositivi, dal momento che la maggior parte del "lavoro" svolto dagli assistenti avviene in Cloud. 

E questo ci riporta al secondo fattore: con il miglioramento della connettività a Internet miglioreranno anche il numero e la qualità dei servizi disponibili per la smart home. Per un motivo molto semplice: avere a disposizione reti più veloci significa avere servizi che rispondono più rapidamente, la possibilità di avere più dispositivi connessi e così via. 

La smart home contribuirà anche alla salute

Anche se si tratta di un tema piuttosto delicato, in particolare sotto i profili della privacy e dell'affidabilità dei trattamenti, la gestione remota delle diagnosi e della salute in generale è un tema piuttosto caldo per quanto riguarda l'aspetto più utilitaristico della casa intelligente. 

Le funzionalità di oggi, per esempio la possibilità di monitorare l'attività fisica, la pressione sanguigna e il battito cardiaco, aprono la strada a molte riflessioni, soprattutto quando si esce dal mondo dei fitness per entrare in quello della salute propriamente detta. Ma applicare criteri simili al monitoraggio della salute e della dieta può diventare un servizio fondamentale per tutti coloro che necessitano di terapie periodiche.
Le applicazioni e i vantaggi sono moltissimi: dalla possibilità di un intervento più tempestivo in caso di problemi, alla riduzione del carico di lavoro per le strutture, alla diminuzione dello stress per chi deve recarsi costantemente a ricevere visite di controllo.

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